ISCRIZIONI

Le iscrizioni rupestri di Grama Bay

Nel corso di molti secoli chi approdava nella baia di Grama ha inciso parole nella sua roccia: nomi, preghiere e brevi annotazioni in greco e in latino, dall'antichità al Medioevo e oltre. Questa pagina riporta ciò che ne dicono uno studio pubblicato dopo una ricognizione sul campo e le agenzie albanesi per le aree protette e per il turismo; le fonti sono elencate in fondo.

Che cosa sono le iscrizioni di Grama?

Sono testi incisi nella roccia della baia da chi vi faceva sosta, tra cui marinai e cavatori. Uno studio pubblicato nel 2007 fa risalire i più antichi al III secolo a.C. e segue questa usanza fino ai tempi moderni: la roccia conserva quindi scritte di molti secoli diversi.

Gli autori dello studio osservano inoltre che i testi di Grama somigliano alle iscrizioni rinvenute nelle grotte della costa dell'Italia meridionale.

Preghiere ai Dioscuri

I testi in greco antico furono incisi da marinai in difficoltà. Lo studio del 2007 pubblicato nella Revue des Études Grecques li descrive come invocazioni ai Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, che chi scriveva rivolgeva in favore dei propri familiari.

Preghiere medievali e un imperatore nel 1369

Si continuò a scrivere anche dopo l'antichità. Le iscrizioni medievali documentate dalla ricognizione del 2005 sono preghiere che chiedono al Signore di aiutare il suo servo, e una di esse ricorda il passaggio dell'imperatore bizantino Giovanni V Paleologo nel 1369.

Quante sono?

Non esiste una cifra condivisa. La ricognizione franco-albanese dell'agosto 2005 ha documentato più di cento iscrizioni. L'Agenzia nazionale del turismo albanese, nella sua pagina in albanese dedicata alla baia, afferma che sono state registrate oltre 1.500 scritte, le più antiche delle quali sono greche e risalgono agli ultimi secoli prima di Cristo.

Poiché le due cifre sono così distanti, questa pagina le riporta entrambe, ciascuna con la sua fonte, senza aggiungere un totale proprio.

Chi le ha documentate

I testi di Grama furono notati dai viaggiatori molto prima dell'archeologia moderna, e nel 2005 una missione congiunta li ha studiati sul posto. I risultati sono stati pubblicati da Hajdari, Reboton, Shpuza e Cabanes nella Revue des Études Grecques, volume 120 (2007), pagine 353–394, che elenca queste testimonianze:

  • Nel 1434, Ciriaco d'Ancona
  • Nel 1861, H. Daumet
  • Nel 1900, C. Patsch
  • Dal 16 al 22 agosto 2005, una ricognizione franco-albanese sul campo con l'Istituto albanese di archeologia, per il Corpus des inscriptions grecques d'Illyrie méridionale et d'Épire

Una cava e un rifugio dalle tempeste

Secondo l'agenzia per le aree protette, i segni sono opera di due gruppi di persone: i marinai le cui navi si riparavano nella baia dalle tempeste in mare e gli operai della cava attiva qui nell'antichità. Gli uni e gli altri incisero nella roccia i propri nomi e altre annotazioni durante la loro permanenza a Grama.

La baia e la sua grotta sono tutelate insieme come monumento naturale. L'agenzia ne descrive il valore come scientifico, per la geomorfologia, la storia e l'archeologia, ma anche educativo, culturale e turistico.

Osservarle con rispetto

A Grama, le iscrizioni che i visitatori vedono sono incise nella roccia accanto al ristorante in spiaggia. Puoi guardarle e fotografarle, ma non toccarle, non graffiarle e non aggiungere segni: fanno parte di un monumento naturale protetto, e ogni nuovo graffio danneggia una testimonianza giunta fino a noi attraverso i secoli.

La gita giornaliera di Triton si ferma nella baia per circa due ore e mezza. La guida a bordo illustra ogni tappa in inglese, albanese o italiano; questo sito non promette una visita guidata alle iscrizioni vere e proprie.

Fonti